L’itinerario ripercorre i luoghi caratterizzati dalla presenza, dalla memoria, dall’opera del pittore Giovanni Francesco Barbieri detto Il Guercino.

La visita ha inizio dal lato settentrionale di Corso Guercino, la strada che attraversa tutto il centro storico di Cento. Fra le diverse costruzioni del lungo portico di destra spicca Casa Pannini (civico 74), antica dimora nobiliare risalente al XV secolo, che conserva l’originale portico trabeato in legno. L’edificio, oggi caratterizzato dalla facciata gotica con finestre ogivali, custodiva un tempo un ciclo di affreschi, realizzati dal Guercino e da Lorenzo Gennari fra il 1615 e il 1617. Questi fregi furono staccati nel corso dell’Ottocento e una parte di essi è poi confluita nelle raccolte della Pinacoteca Civica Il Guercino (chiusa per restauro).

Proseguendo la visita, poco oltre, sulla sinistra,  si apre il sagrato della chiesa di San Lorenzo, costruita fra il 1765 e il 1785 su commissione dell’ordine dei Gesuiti. Essa è sede della Pinacoteca San Lorenzo , che espone gran parte dei capolavori del Maestro provenienti dagli edifici centesi chiusi per restauro, le chiese e la Pinacoteca Civica Il Guercino.

Continuando lungo il corso si raggiunge il cuore pulsante della città, Piazza Guercino, dominata da due importati edifici porticati, il Palazzo del Municipio (1612), la cui facciata un tempo era decorata da affreschi del pittore centese, e il Palazzo del Governatore, oggi sede della Galleria d’Arte Moderna Aroldo Bonzagni, dedicata a uno dei massimi artisti italiani del Novecento. All’ombra dei merli del cinquecentesco palazzo si erge, splendente nel suo nitore, il monumento al Guercino, opera dello scultore  Stefano Galletti (1832-1905).

Imboccando, a lato del Palazzo Comunale, via Provenzali, si costeggiano a sinistra gli androni di accesso all’ex ghetto ebraico e a destra Palazzo Benazzi (civico 6), i cui interni furono decorati dal Guercino e della sua scuola nel 1614 (non visitabile).

In fondo alla strada si gira a destra in via Cremonino: si incontra sulla sinistra la Chiesa di San Pietro (attualmente chiusa), quella in cui Il Guercino era solito andare a messa, in quanto poco distante si trovava la sua abitazione: al numero 13 spicca la lapide che ricorda che in quella casa porticata  vissero lungamente il Guercino e suo fratello Paolo Antonio.

Per gli altari della chiesa di San Pietro Il Guercino realizzò tre pale, due delle quali sono conservate nella Pinacoteca San Lorenzo (La Madonna della Ghiara  con San Pietro, San Carlo Borromeo, un angelo e il donatore  e San Bernardino da Siena prega la Madonna di Loreto) e una al Louvre (San Francesco in estasi con San Benedetto e un angelo). Restano ancora in loco due opere della bottega del Maestro, “La Madonna col Bambino, San Bernardino da Siena e l’Angelo custode” di Matteo Loves e “Madonna di San Luca con Sant’Antonio Abate, san Paolo, San Sebastiano e San Gregorio Magno” di Benedetto Zallone.

Proseguendo lungo la via si entra nella chiesa di San Sebastiano e San Rocco, costruita fra 1521 e 1552 e completata con il portico di facciata intorno al 1630. L’interno modificato nel Settecento dall’architetto Pietro Alberto Cavalieri custodisce la bella tela del collaboratore tedesco del Guercino, Matteo Loves, che fra 1625 e 1630 realizzò il poetico“Angelo custode”.

L’itinerario prosegue tornando indietro di pochi metri e voltando in Via Campagnoli, strada che si conclude proprio nel punto in cui sorge un gioiello centese, il Teatro Borgatti, contraddistinto dalla decorazione a bande policrome e dall’eclettica ornamentazione in cotto.
Nell’edificio situato a lato del teatro, una lapide ricorda l’antica sede dell’Accademia del Nudo, la scuola di pittura in cui il Barbieri insegnava agli allievi a disegnare dal vero.
Quasi di fronte, al numero 52, si trova Palazzo Rusconi, sede delle collezioni d’arte della Cassa di Risparmio di Cento, che annoverano diverse opere dell’artista centese e della sua bottega. Caratterizzano il palazzo l’illusionistico trompe l’oeil affrescato su un muro del cortile e il settecentesco scalone d’onore, arricchito dalle statue raffiguranti le Muse.

Si ritorna in Piazza Guercino, lasciando alle spalle l’imponente prospetto della Rocca di Cento, fortezza di origine medioevale, più volte immortalata dal Guercino, che si staglia, monumentale, a conclusione del corso..
Si svolta a sinistra in via Matteotti, dove sorge la Basilica Collegiata di San Biagio. Fra le pale d’altare che decorano l’interno del XVIII secolo, spicca, nella navata di destra, un’opera giovanile del Barbieri, “San Carlo Borromeo in preghiera” (momentaneamente esposto nella Pinacoteca San Lorenzo)

Oltrepassata la Pinacoteca Civica Il Guercino (chiusa per restauro) si Prosegue fino al numero 21 di via Matteotti, dove sorge la chiesa di Santa Maria Maddalena. Vero e proprio gioiello seicentesco, essa custodisce due opere dei nipoti e allievi del Guercino, “Santa Teresa d’Avila e Sant’Apollonia” di Benedetto Gennari junior e “Il Padre Eterno” di Cesare Gennari (la pala dell’altare maggiore “Santa Maria Maddalena nel deserto è una copia da Cesare Gennari, l’originale è custodita nella Pinacoteca Civica).

Usciti dal tempio si imbocca a sinistra: via Gennari: al civico 45 sorge la chiesa di Santa Maria Addolorata, detta dei Servi (attualmente chiusa). Il semplice interno conserva importantissime opere d’arte: un brano d’affresco giovanile del Guercino raffigurante “Il sudario portato dagli angeli”, le tele di Denijs Calvaert (1540-1619)  “L’Arcangelo Michele” e di Lorenzo Gennari (ma forse con interventi del Guercino) “San Francesco riceve le stigmate”.

Si percorre un tratto di via Gennari fino all’incrocio con via Erri.. Nell’angolo sorge un edificio in mattoni che un tempo era la chiesa del SS: Nome di Dio, la cui fondazione risaliva al 1567. All’interno del tempio, oggi adibito ad uso civile, era collocata la meraviglioso tela del Guercino “Cristo risorto appare alla Vergine”, oggi custodita nella Pinacoteca San Lorenzo.

Si volta a sinistra in via Erri e poi ancora a sinistra in via Ugo Bassi e si supera Casa Benotti Chiarelli (civico 44), che custodiva gli affreschi del Guercino recentemente acquisiti dal Comune di Cento, oltre a due tele della bottega del Maestro, già da anni nelle collezioni della Pinacoteca Civica.

Oltrepassata la chiesa di San Biagio si giunge davanti alla facciata di Palazzo Scarselli Tassinari (via Ugo Bassi 58, attualmente chiuso per restauro) in precedenza sede della Biblioteca Civica Patrimonio Studi. Un tempo questa residenza nobiliare ospitava un’opera del maestro centese, “La Pace”.

Poco oltre, sul lato destro, si trova la Chiesa del Rosario (attualmente chiusa), vero gioiello barocco della città. L’interno stupisce per i capolavori che racchiude: al centro della volta, appesa al soffitto, era collocata “L’Assunta” del Guercino (attualmente custodita nella Pinacoteca San Lorenzo) con il suo illusionistico scorcio “dal sotto in su”. Il pittore realizzò anche i quattro quadri del secondo altare di sinistra, che destinò a propria cappella gentilizia: “La Crocifissione”, “Il Padre Eterno Benedicente”, “San Francesco”, “San Giovanni Battista”. Corona l’altare maggiore la scenografica ancona dell’architetto bolognese Ferdinando Galli Bibiena. Esso racchiude la statua della “Madonna del Rosario”, fatta eseguire a Piacenza e poi dipinta dal Guercino nel 1627.

Nel territorio centese, lontane dal centro storico, si trovano due chiese di grande pregio artistico.
A Corporeno sorge la Chiesa di San Giorgio, risalente al Trecento ma interamente ricostruita nel Settecento (attualmente chiusa). Il secondo altare di destra conserva una statua seicentesca della Vergine con il Bambino attorniata da un’opera giovanile di Guercino: “I misteri del Rosario e angeli” mentre l’altare maggiore custodisce la tela di Matteo Loves “San Giorgio che uccide il drago”.

La Chiesa di San Sebastiano a Renazzo, pur risalendo al XV secolo, si presenta nella veste settecentesca progettata dall’architetto bolognese Carlo Francesco Dotti. L’armonioso interno conserva tre tele del periodo giovanile del Guercino (“Miracolo di San Carlo Borromeo”, “Madonna con Bambino e i Santi Pancrazio e Chiara”, “Madonna in trono con i santi Francesco, Antonio Abate e Bovo”) e una attribuita a Benedetto Gennari junior raffigurante “San Sebastiano”.