La mostra, curata da Daniele Benati, offre l’occasione di ammirare l’opera di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento, 1575 – Bologna, 1666) nella sua città natale, e dunque di comprendere le ragioni più profonde della poetica dell’artista, intimamente legato a Cento e da questa profondamente riamato. Un legame ben compreso dai viaggiatori antichi e in particolare da Johann Wolfgang Goethe, che nel 1786 volle visitare Cento per rendere omaggio al Guercino e alla sua città, dove “il suo è il nome di un Santo che corre sulle labbra degli adulti come dei bambini”.

Due sono le sedi di mostra, tutte nel cuore di Cento e a breve distanza l’una dall’altra.

Nella chiesa di San Lorenzo sono esposti 27 dipinti: accanto ad alcuni quadri appartenenti alla Pinacoteca Civica, attualmente inagibile a causa del sisma del 2012, ve ne sono altri provenienti da raccolte pubbliche e private, che consentono di ripercorrere l’attività del pittore dagli esordi centesi al breve soggiorno romano (1621-1623), alla tarda attività bolognese (1642-1666). Insieme ai capolavori giovanili eseguiti per la sua città, si possono ammirare altri dipinti provenienti da Milano, Brisighella, Reggio Emilia, Bologna, Roma. Inoltre saranno in mostra le tele che il Guercino eseguì nel 1645 per decorare la sua cappella di famiglia nella chiesa centese del Rosario, che da sette anni è chiusa al pubblico.
In San Lorenzo sono presentati anche 20 disegni: l’importante nucleo di disegni di proprietà del Comune di Cento, raramente visibile, oltre ad altri provenienti da collezioni private.

Nella Rocca sono invece esposti 33 affreschi, staccati in passato da alcune dimore centesi, in cui il giovane Guercino rinnova il genere del paesaggio, restituendo in termini di affettuosa partecipazione sentimentale i luoghi della campagna che gli erano famigliari. Accanto agli affreschi già in Casa Pannini, si potranno per la prima volta vedere quelli provenienti da Casa Benotti, di recente acquisiti dal Comune di Cento.

La visita alle due sedi di mostra non esaurisce le occasioni per ammirare le opere del Guercino.
È possibile seguire un itinerario centese alla scoperta dei luoghi e dei paesaggi guerciniani e soprattutto visitare le chiese che da quattro secoli custodiscono le opere del Maestro e dei suoi allievi.